Il metodo di armamento degli elastici
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Per
armare un fucile a propulsione elastica occorrono delle manovre fisiche
abbastanza facili da mettere in atto.
A
parte gli esempi dei test descritti nel box un arma subacquea si carica sempre
e solamente in acqua, sotto la superficie marina.
Un
altro aspetto preventivo consigliabile e relativo alla sicurezza è quello di
eseguire l’operazione muniti di guanti protettivi con palmo antiscivolo.
Il
fucile ad elastici si carica ponendo la culatta dell’impugnatura (quasi
sempre dotata di calciolo di appoggio) sull’addome o sul torace; quando l’arbalete
è ben sistemato sul corpo si allunga un braccio, o tutti e due, dipende dalle
dimensioni fisiche dell’atleta e dalla lunghezza dell’affusto, al fine di
afferrare le estremità della coppia di elastici o del circolare.
Bisogna
stringere le gomme con fermezza magari ponendo le mani all’altezza delle
boccole o delle legature per ottenere una buona presa.
Dal
punto di vista strettamente ergonomico non si riesce a impugnare correttamente
l’elastico per poter svolgere il lavoro di allungamento (l’articolazione
del polso è flessa in maniera anomala per compiere uno sforzo, ha una leva
sfavorevole) ma si cerca ugualmente di effettuare la trazione con la massima
efficienza.
Il
corpo sarà raccolto a cucchiaio in maniera da coinvolgere nell’azione più
gruppi muscolari.
Aiutandosi con i dorsali e indurendo gli addominali si stireranno gli elastici sino a che l’archetto di collegamento non si aggancerà all’asta.
Naturalmente
più potenti saranno gli elastici maggiore sarà l’impegno fisico richiesto.
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Con
fucili medio corti si riesce a compiere l’azione velocemente e altrettanto
rapidamente è possibile passare dalla prima tacca alla seconda della
tahitiana in un unico atto.
Sui fucili lunghi il procedimento richiede che dopo aver collegato l’elastico sulla prima posizione si trasferisca l’arma sullo sterno e si completi la trazione sulla seconda tacca: in questo modo si riesca a ottimizzare lo sforzo.
Gli
arbalete con la doppia coppia di gomme si armano con la stessa metodologia ma
rispettando l’ordine dell’elastico più lungo stirato e agganciato per
primo, quello più corto per secondo.
Si
assiste anche ad un diverso metodo di trazione o meglio di postura assunta per
stirare le gomme: il fucile viene tenuto inclinato verso le gambe così da
facilitare le leve.
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| Qualche
produttore ha escogitato dei sistemi che aiutano l’apneista ha compiere la
trazione di allungamento impugnando meglio gli elastici: si tratta di semplici
barrette trasversali con gancio universale oppure dei meccanismi a braccioli
pieghevoli adatti nei confronti degli archetti metallici.
Testo di Emanuele Zara
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