Il diametro

 

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L’elastico singolo, denominato circolare, o la coppia di gomme in dotazione agli arbalete presenti nel mercato mediterraneo (tra i pescatori di altre aree mondiali si riscontrano pressappoco le stesse misure), posseggono un diametro che va dai 12/13 mm di alcune armi francesi dedicate ai principianti sino ai 21 mm di una gomma importata da una ditta spagnola.

 Sugli arbalete in uso attorno le nostre coste i diametri classicamente adottati sono il 16 mm, il 17.5 mm, il 18 mm, il 19 mm, il 19.5 mm, il 20 mm.

 La sezione non sempre corrisponde alla realtà metrica esatta (se si prende uno strumento di misura preciso si riscontrano talvolta dei diametri lievemente difformi dal dichiarato) ma ciò che interessa ad un pescatore non sono i decimi di millimetro in più o in meno posseduti dall’elastico bensì quali sono le differenze sostanziali in termini di resa balistica tra una gomma di calibro 16 mm e una da 20 mm, ad esempio.

 E’opinione consolidata che incrementando il diametro della gomma (a parità di mescola e di lunghezza) si abbia a disposizione una quantità di energia accumulabile maggiore, particolarmente utile nell’accoppiamento efficiente con aste lunghe e pesanti.

C’è più materiale elastomerico, le masse in gioco sono elevate, per unità di misura ci sono più fibre elastiche, l’elastico risulta duro da stirare quindi si suppone sia anche più prestante nel scaricare sull’asta molti chili di spinta.

Le misure intermedie come il 17.5 o il 18 mm, in relazione a ciò appena detto, dovrebbero risultare un compromesso in termini di lavoro applicato per tenderli e resa propulsiva restituita. In realtà il discorso non è così semplice poiché l’energia accumulabile paragonando due elastici di diametro differente ma di stessa mescola e di stessa lunghezza va confrontata considerando il rapporto ottimale di allungamento. Non sempre il diametro maggiore garantisce un’omogeneità di prestazioni intese come facilità di trazione sino al limite imposto dal punto di aggancio sull’asta, e non sempre una gomma risulta lineare nel comportamento di rilascio energetico, il vero banco di prova di un elastico: al pescatore, in fondo, interessa soltanto che sull’asta si “scarichino” bene il giusto numero di chili accumulati dall’elastomero.

 Ci sono delle gomme di sezione ridotta composte da mescole di ottima qualità che si riescono a deformare per un lungo tratto senza che l’elastico giunga al limite naturale di trazione (oltre il quale perde rapidamente le caratteristiche meccaniche per cui è impiegato) esprimendo potenze di resa notevolissime, più che sufficienti per quasi tutti gli usi sportivi. Il rapporto esistente tra l’interno della gomma (ricordo che tutti gli elastici sono dei tubi poiché l’interno è cavo quindi stirandosi tendono a deformarsi schiacciandosi) e il diametro esterno risulta particolarmente favorevole in un buon elastico da 16 mm (si deforma allungandosi con omogeneità sino a valori di 3,5 - 3,6 la sua lunghezza originale) riuscendo a sfruttare a fondo tutti i chili esprimibili (kg/cm²).  

Altre ditte hanno studiato a lungo le varie caratteristiche degli elastici e infatti hanno commissionato gomme da 18 e da 20 mm con un foro interno più grande del tradizionale (che di norma è di 2/3 mm).

 Equilibrando lo spessore della gomma anche un 20 mm si riesce a stirare molto bene, e in virtù di una massa elastica maggiore ottiene prestazioni balistiche superiori. Intervistando il campione, l’ingegnere Riccardo Molteni, che dopo decenni passati in compagnia di potentissimi oleopneumatici è passato da alcuni anni all’uso sistematico di arbalete in monoscocca di carbonio gli ho posto il quesito di quanti chili può esprimere un singolo elastico di buon diametro. La risposta è stata: -Secondo me una coppia di gomme belle toste raggiunge al massimo i 50 chili di spinta in totale; un atleta anche dotato di notevole forza fisica è difficile oltrepassi questo limite.

 Probabilmente esistono elastici di grosso diametro ancora più potenti di questi valori ma esagerando con i numeri si corre il rischio di complicare molto il settaggio del sistema arbalete.

L’ultima considerazione da fare sul diametro riguarda gli ingombri che due diverse sezioni comportano nell’uso pratico.

 

 L’elastico di grosso diametro è ovviamente meno facile da “spostare” in acqua rispetto a una gomma di sezione ridotta (il peso non subentra in queste problematiche poiché la gomma nuda ha un peso specifico intorno lo 0,94-0,97) quindi quando si cerca, in determinati condizioni di pesca, la massima velocità di brandeggio bisogna considerare anche questo aspetto idrodinamico. Montando sul proprio arbalete aste da 6, 6.3, 6.5 mm di diametro e di lunghezza medio corta (entro i 115 cm), quindi abbastanza leggere, è consigliabile usare una gomma valida ma non troppo esuberante di diametro.

 Chi invece ama pescare con arbalete superiori al metro di lunghezza equipaggiati di conseguenza con aste pesanti dovrà possibilmente orientarsi verso un elastico di buona sezione (da considerare anche l’opzione della doppia gomma da 16 mm che promettere prestazioni superlative) che grazie all’immagazzinamento di maggiori chili di spinta sarà in grado di lanciare senza problemi anche dardi oltre i 500 grammi di peso.

Testo di Emanuele Zara