PROBLEMI DI FREDDO
Il corpo umano perde molto calore in
poco tempo dato che l’ acqua ne
assorbe molto, e iniziamo ad accorgercene dai brividi che non sono altro che
contrazioni che servono per produrre calore ;ma nell’ acqua non riusciamo a
scaldarci pertanto i brividi sono un campanello d’ allarme per iniziare il
ritorno.
Un buon isolamento (muta) riduce la perdita di calore,
ma se l’ acqua è molto fredda o abbiamo un isolamento inadeguato può portare
ad abbassamenti di temperatura all’ interno del corpo .
Se il freddo continua si può
arrivare ad una situazione d’ inizio d’ assideramento, ovvero quando il
nostro corpo scende sui 35°C con segni oltre ai brividi di
intorpidimento delle estremità, e al colorito pallido con labbra bluastre, aumento del battito cardiaco poi
nausea e vomito.
Se sempre con il freddo continuiamo
ad avere dei brividi è meglio avviarci
al ritorno e sospendere la pescata, se ci portiamo
un termos con un buon tè caldo e qualcosa da sgranocchiare, meglio se
integratori calorici ricchi di miele, ginseng ecc… e anche una bella felpa in
pile, ci ristabiliremo in fretta.
Invece
l’ ipotermia
capita quando il nostro corpo scende sotto i 32°C con sintomi di
allucinazioni, stato confusionale,
sonnolenza e poi pericolo di annegamento se non soccorso in tempo e basso battito cardiaco,
che porta poi alla perdita di coscienza fino alla morte.
Possiamo intervenire una volta portato a terra l’ infortunato
di controllare il battito cardiaco alla carotide per poi iniziare il
massaggio cardiaco, cercare di portarlo in un luogo caldo e asciugarlo,
strofinarlo energicamente con alcool canforato, somministrargli bevande calde ma
non alcoliche in quanto dopo un breve stato di benessere di vasodilatazione
periferica e momentanea porta poi subito ad altra dispersione di calore, ma se
la vittima ha una grave ipotermia e molto meglio portarlo subito in ospedale.
Meno male che in Mediterraneo anche
in inverno difficilmente possiamo arrivare a temperature così basse che
comunque, seleziona i cacciatori più
agguerriti o quelli meglio equipaggiati infatti consiglio per chi vuole andare a
cacciare tutto l’ inverno una
muta da 7mm meglio se liscia che ripara anche dal vento,
bermuda sopra la muta, guanti e calzari da 5mm .
Meglio anche andare a cacciare nelle
ore più calde della giornata e nutrirsi con un buon cibo caldo assunto due o
tre ore prima dell’immersione.
Si associa il crampo al freddo in quanto la minor irrorazione del muscolo da parte
del sangue ovvero la vasocostrizione altera il metabolismo muscolare con
accumulo di acido lattico .
L’ apneista viene colpito dai
crampi ai piedi oltre che ai polpacci anche per l’ estensione delle dita dei
piedi in fase di pinneggiata.
I crampi sono una forte contrazione
involontaria dei muscoli che porta ad un irrigamento della parte colpita e un più
o meno forte dolore, che in acqua nel caso delle gambe ci crea
dei problemi di galleggiabilità, senza farci prendere dal panico
possiamo tranquillamente risolvere il problema.
Il muscolo utilizza per contrarsi
fondamentalmente lo zucchero, il glucosio il sodio il potassio il calcio
e con l’ ossigeno portato dai globuli rossi si forma l’ energia per
contrarre il muscolo.
L’ impulso nervoso per far
contrarre il muscolo gli occorre la presenza di queste molecole in quantità
sufficiente.
Nel caso che si abbia una scarsa
circolazione a livello muscolare l’ ossigeno che arriva è poco e il glucosio
producendo poca energia da luogo alla formazione di acido lattico che rimane
nella sede di produzione per la scarsa circolazione, e per le modifiche
dell’acidità che produce, provoca
la contrazione spasmodica del gruppo muscolare.
La causa più frequente è dovuta dal
consumo del glucosio in presenza di un insufficiente apporto di ossigeno in caso
di poco allenamento e anche dalla eccessiva perdita di potassio o un
insufficiente apporto a livello muscolare.
Il crampo può arrivare quando meno
te lo aspetti oppure ci sono persone che ne soffrono, l’ importante è
accorrere in loro aiuto quando vediamo uno scorretto movimento delle pinne o un
tentativo di massaggiare o alleviare il dolore.
Se non si è allenati
iniziare l’ attività gradualmente, specie nei riguardi del pinneggiamento e
pinneggiare fin dall’ inizio in modo corretto, ma lentamente, per permettere
l’ adattamento muscolare.
Se si ha un crampo, rilassarsi
completamente in acqua usando una sola pinna, senza fretta e non riprendere il
pinneggiamento prima che il crampo sia completamente passato, pena il ripristino
del crampo.
Quando ci capita un crampo in acqua
unica terapia è quella di stendere il muscolo nel senso opposto alla
contrazione, praticamente estendere al massimo la gamba tirando verso di noi
l’ estremità della pinna, massaggiando la parte indolenzita e aspettare che
si rilassi ,magari aiutando l’ arto colpito con dei massaggi e frizioni.
Se si usano pinne nuove di materiali
più duri o di lunghezza diversi, comportarsi come se non si fosse allenati.
I crampi possono derivare oltre che
dalla permanenza in acqua dal freddo, dalla riduzione della circolazione
sanguigna prodotta magari da una muta o
dalle pinne troppo strette o dei cinghioli del coltello troppo serrati, oppure
anche dall’affaticamento dell’ esercizio fisico o per disidratazione o dallo
squilibrio elettrolitico come la mancanza di magnesio, potassio, sodio, calcio o il consumo degli zuccheri muscolari.
Abbiamo parecchie persone che
addirittura ne soffrono e si può ovviare o in modo farmacologico con l’
assunzione di chinina o a livello fisico praticando un rilassamento delle zone
troppo tese svolgendo del semplice stretching, dove si svolgono esercizi di
allungamento degli arti come i
polpacci e le cosce.
Cosa importante che ci aiuta è bere
senza riempirci prima di entrare in acque e anche di portarci sulla boa una
bottiglia con semplice acqua specie quelle oligominerali, anche se molti
aggiungono glucosio fruttosio o creatina o altro .
Molti mi rivolgono la domanda quando
bere e quanto, non c’è una risposta per tutti, visto che siamo
Generalmente un allenamento costante
tutto l’ anno e in immersione d’ inverno ben equipaggiati facendo attenzione
alle mute strette che impediscono la circolazione sanguigna.
Se siamo soggetti a crampi
frequentemente, è meglio controllare, la dieta, le urine e l’ apparato
digerente la circolazione e praticare della ginnastica agli arti inferiori
ovvero lo stretching.