Problemi
psicologici
Un
nemico insidioso dell’ apneista è il fattore stress e può essere sia fisico
come ipotermia, mal di mare e affaticamento e psicologico come il panico
ansia ,imbarazzo e anche la paura.
Generalmente
in acqua non si riesce a capire che si è sotto stress, se non nel momento del
peggioramento quando ormai l’ansietà e la
fatica o il panico si sono
impadroniti di noi.
Purtroppo
possiamo intercorrere in vari stress fisici come errate compensazioni,
attrezzature inadatte , mute o
pinne strette, acqua nella maschera , la solitudine,stress del mal di mare
,dall’acqua torbida o mossa alle alghe che si muovono sul fondo o in
sospensione facendoci venire le vertigini ,caldo e poi il vomito.
Oppure
solo perché siamo stanchi o non abbiamo digerito .
Spesso
il nascere della reazione psicologica deriva dalle cause dello stress fisico
viste sopra,oppure nasce in noi una paura come ampie caverne
o relitti ,reti abbandonate sul fondo che sembrano risucchiarci o il
baratro di una secca con una parete verticale che sprofonda nel blu o grossi
alberi portati dalle piene che sembrano ghermirci oppure la fobia della presenza
di squali o di altri mostri marini.
Un
esempio più semplice di stress psicologico è anche andare a cacciare in zone a
noi non note ,o fare tutte quelle cose che non abbiamo mai fatto e non ci
sentiamo sicuri di farle,specie per non essere da meno a chi ci accompagna.
Oppure
essere soli in acqua ed a un certo momento per un repentino cambiamento in
peggioramento del tempo atmosferico
andare in panico oppure perdere la nozione del tempo .
Alcuni
subacquei soffrono in certe circostanze di mal di mare o cinetosi
che si tramuta in nausea e poi vomito , anche in altri casi per esempio
quando uno da una sostanziosa golata di acqua salata ,ci porterà ad un
aumento di acidità e un conseguente vomito;oppure una muta troppo stretta a
livello del collo.
Altre
volte la causa è da ricercare in quello che precedentemente all’entrata in
acqua si è mangiato ,anche del giorno prima ,oppure all’entrata in mare senza
aver consumato assolutamente nulla favorendo l’acidità latente.
Il
problema sta quando uno inizia a star male e a vomitare, il panico è in
agguato,non si vuole abbandonare l’attrezzatura, ma
vogliamo uscire subito dall’acqua saltando magari sugli scogli
col mare mosso con inevitabili ferite.
Per
cui una situazione di stress trascurata può trasformarsi in uno stato di ansietà
e panico.
Il
panico fa si che ci agiteremo ,
quindi aumenterà il consumo di ossigeno solo che la respirazione sarà
accelerata e superficiale,aumentando così il livello di anidride carbonica
favorendo poi ulteriore panico .
Indubbiamente
in acqua sarà molto difficile constatare che il nostro compagno è in
impedimento se non quando sarà già in difficoltà .
Quello
che voglio dire è che siamo noi che
non dobbiamo pensare ti tenere duro tanto c’è l’altro compagno che ci può
aiutare ,ma per primi noi di
percepire subito il nostro problema di ansietà e calmarci ,magari uscendo
dall’acqua o tornando sul gommone o riposarci sulla boa riprendendo il normale
respiro; cercando
da
soli di risolvere il problema; ma comunque avvertendo il compagno con un
fischietto che consiglio di averlo sempre dietro in quanto quando si è stanchi
non si riesce a fischiare e nemmeno ad urlare e farsi sentire specie con il
vento contrario .
L’atteggiamento
di quando si ha feeling con il compagno di anni, anche se si pesca divisi
è di guardarsi
ogni
tanto cercando di non perdersi
di vista e darsi un ok di controllo.
Durante
il verificarsi di un incidente il tempo è prezioso e bisogna agire
prontamente,come abbiamo già
detto
il soccorritore per essere degno di questo nome dovrebbe essere allenato avere
una buona condizione fisica e anche nella pratica o aver seguito un corso in
caso contrario può far peggiorare le cose oppure
andarci
anche lui in pericolo ,per cui se ci sono persone più esperte di noi le
lasciamo fare, aiutando per quel
che
sappiamo , ma se siamo soli allora cercheremo di non sbagliare.
Riassumiamo
un ordine delle cose da fare:
1)
prevenire l’incidente
2)
valutare la situazione
3)
agire prontamente
4)
assegnare i compiti
5)
medicare le ferite
6)
coordinare le operazioni di soccorso
7)
organizzare il trasferimento
Ecco
anche un piccolo elenco delle cose che ci possono tornare utili :
binocolo
fischietto
radio
cb o cellulari
bombola
di ossigeno o pallone respiratorio tipo Ambu
coperta
termica
valigetta
di pronto soccorso
Pianificare
un uscita in mare in tutta tranquillità vuol dire primo informare dove andiamo
a immergerci ,